| Il Tartufo Nero Pregiato di Norcia |
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| Norcia - Piatti e Gastronomia | ||||
| Scritto da ValnerinaOnLine | ||||
| domenica 20 gennaio 2008 10:35 | ||||
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NeroNorcia, Mostra Mercato Internazionale del Tartufo Nero Pregiato di Norcia
Norcia è la città prima in classifica per la produzione del Tuber Melanosporum Vittadini o Vitt., il tartufo nero più pregiato sul mercato, protagonista di molte ricette di cucina internazionale e oggetto di esportazione attiva dall'Italia. Si tratta di un fungo ipogeo dalla forma per lo più rotondeggiante, ina a volte anche irregolare e lobata. La sua pezzatura è variabile, da una nocciola ad una grossa patata e solo eccezionalmente assume dimensioni maggiori. Di colore nero-bruno, tendente al violaceo o al rossiccio, presenta una superficie verrucosa, con verruche piramidali ad apice depresso e con venature biancastre. Il suo profumo, percepibile da lontano, è aromatico e fruttato, particolare e gradevole ed il suo sapore è squisito, tanto che viene chiamato anche tartufo nero "dolce". - La storia del tartufo risale a 3000 anni prima di Cristo, quando i Re Babilonesi ricercavano questo frutto prelibato tra le sabbie del deserto. - Per secoli la natura e l'aspetto del tartufo sono stari oggetto di dispute ed ipotesi da parte di scienziati e di filosofi: il filosofo greco Teofrasto (III sec. a.C.) lo considera il figlio delle piogge d'autunno e dei tuoni; lo storico greco Plutarco, del II sec. d.C, collega la nascita del tartufo alla fusione di tre elementi importanti come fulmini acqua e terra; Plinio il Vecchio lo definisce "miracolo della natura". - Il tartufo di Norcia è citato anche nel romanzo di Umberto Eco, ambientato nel lontano 1327, "Il nome della rosa". - Generalmente il tartufo nasce quando l'acqua o semplici insetti delia terra trasportano le minuscole spore di questo "fungo speciale'' sulle radici di normali alberi. Sulle radici cominciano a comparire i primi tubercoli (rigonfiamenti) e questo indica che il tartufo vive già in simbiosi con la pianta: si dice che è avvenuta la micorizzazìone. - Nel 1700 il naturalista francese Georges Buffon piantò alcuni tartufi neri vicino alle radici di una quercia ma il suo esperimento si tradusse in un insuccesso. - Oggi, però, c'è anche il tartufo fai dar te. ^ il tartufo che nasce in giardino o sul terrazzo di casa. Il procedimento è molto semplice: le spore mature dei tartufi, utili alla riproduzione, si inoculano nelle radici di piantine di betulla, pioppo, quercia,.. e dopo una decina di mesi si controllano al microscopio i risultati. Ma solo dopo tre anni la pianta diventa tartufigena, ossia comincia a produrre tartufi che potranno essere raccolti tra il 4°-5° anno. - Il tartufo soffre più per l'umidità che per la siccità. - I migliori terreni per i tartufi sono quelli argillosi e calcarei, poco profondi, perché idonei a favorire lo sviluppo delle radici superficiali in senso orizzontale e non in quello verticale. - Il Tartufo invernale nero si distingue dagli altri, oltre che per l'aroma caratteristico, per la sua carne (o gleba) nera, per le venature grigie. Tutti gli altri, invece, presentano una carne bianca o nocciola gialletta. Basta quindi scalfire la corteccia per vedere cosa ci offre l'interno.
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 20 gennaio 2008 13:26 ) | ||||